L’esperienza insegna sempre quali sono le buone e le cattive pratiche da seguire per non incappare in errori.  Ad esempio, è attuale il dibattito sull’utilizzo dei cosiddetti anglicismi, ossia l’uso di parole inglesi nella lingua italiana. Questo, soprattutto quando si parla di business, rappresenta una cattiva pratica perché non si può prevedere come la persona davanti a noi giudichi e interpreti l’uso degli anglicismi.

Come in tutto, anche nel marketing ci sono dei principi da non dimenticare. Sai quali sono? Leggi l’articolo e scopri 5 buone pratiche che nel digital marketing B2B è bene tenere a mente.

  • Anche i lead hanno una scadenza.

La lead generation è quell’attività del marketing che porta all’acquisizione di nuovi clienti. È importante quindi che questa attività venga compiuta in continuazione per originare nuove opportunità di vendita.

Appena generato il lead, la cosa più importante è contattarlo immediatamente, solitamente con una mail, per conoscerne il livello di coinvolgimento. C’è poi una seconda fase, in cui il potenziale cliente ha mostrato interesse ma vuole prendersi del tempo per decidere. Anche in questo caso la relazione va mantenuta calda con delle attività di comunicazione chiamate “lead nurturing”, senza le quali il lead rimane un “contatto freddo”, ossia non interessato all’acquisto del servizio o del prodotto, anche per molto tempo.

Diventa cardinale quindi intervenire subito sul lead generato, perchè come tutto d’altronde, anche i lead hanno una scadenza oltre la quale si perde l’opportunità. E successivamente, diventa indispensabile mantenere la conversazione calda evitando che si raffreddi e che il potenziale cliente si allontani dall’adottare la nostra offerta.

  • Il GDPR è fatto per favorire la comunicazione, non è un tuo nemico.

L’introduzione nel 2018 del GDPR, regolamento sul trattamento e la conservazione dei dati è stata una grossa novità per la privacy degli utenti su internet.

Visto come un ostacolo da parte delle aziende, in realtà il GDPR non influisce così negativamente come si pensa, e anzi in realtà aiuta a mettere ordine e a sviluppare una efficace e trasparente comunicazione verso un’audience interessata al servizio, evitando alle imprese l’utilizzo di risorse e tempo per utenti mai stati realmente interessati all’offerta.

Quindi, poter comunicare con i giusti prospect in un modo specifico favorisce le aziende e tutela gli utenti su internet. Detto ciò, come si manda un’email in regola con il GDPR? Basta seguire 2 regole.

La prima è non inviare mai contenuti per i quali non si ha il consenso. Il consenso alla newsletter, non autorizza all’invio di comunicazioni commerciali, codici sconto e promo.

La seconda è di inserire sempre nel corpo della email, visibile e facilmente cliccabile il link di disiscrizione.

  • Il B2B richiede un linguaggio B2B.

La comunicazione non è importante solo nel B2C. Quando si va a toccare la comunicazione aziendale bisogna tenere sempre a mente che anche nel B2B un cliente è prima di tutto una persona e, di conseguenza, individua i valori del brand e recepisce i messaggi che lo portano poi a scegliere il servizio o prodotto di un’azienda piuttosto che di un’altra.

Lo sviluppo di nuove tecnologie e strumenti ha modellato la comunicazione B2B e a oggi gli strumenti più utilizzati ed efficaci sono il CRM, il direct email marketing, e la marketing automation, tra i più importanti.

Per un’ottimale comunicazione poi bisogna tenere a mente a chi è rivolto il messaggio, quindi attenzione a sviluppare la comunicazione tenendo in considerazione che a leggerlo e ad esserne impressionato dovrà essere la buyer persona.

  • I meeting online sono tanto importanti quanto quelli di persona.

I 2 anni di lockdown appena passati hanno mostrato l’efficacia dei meeting online in assenza della possibilità di confrontarsi dal vivo. Per molte aziende questa pratica è diventata comune, ma non va dimenticato che il meeting online è molto rilevante e richiede un impegno al pari dei meeting dal vivo.

Seppur si lavori da remoto e ci si sia abituati all’informalità, i meeting online non hanno meno valore e non vanno organizzati con leggerezza.

Ecco che quindi mandare gli inviti alle call per tempo e avvisare per ogni evenienza, presentarsi puntuali e preparati sull’argomento, aiuterà tutti a rispettare il valore del tempo delle persone ed eviterà di occupare l’agenda inutilmente.

  • Mandare mail di follow up per una perfetta gestione del meeting

Restando nell’ambito dei meeting online, una buona gestione di una riunione significa anche ricordarsi di fare follow up di quello che si è discusso.

Mandare una mail di follow up dopo un meeting è un investimento che vale la pena fare perché massimizza l’effetto della discussione, costruisce una relazione rilevante con le persone, chiarisce definitivamente i ruoli, la direzione e le successive azioni in un particolare progetto.

È inoltre l’occasione per ringraziare tutti dell’impegno e della disponibilità. Perciò non va mai dimenticata l’email di follow up, perché un’ottima gestione del meeting avviene prima, durante e dopo di esso.