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CEO alert: il marketing in outsourcing funziona!

CEO alert: il marketing in outsourcing funziona!

Ogni CEO desidera il successo a lungo termine della propria azienda. Grazie al talento e all’impegno dei propri collaboratori si raggiungono molti traguardi, ma a volte occorre fare un salto di qualità. Il vostro team ha a disposizione gli strumenti e le conoscenze necessarie per gestire efficientemente le attività più critiche di Marketing e Sales?  Oggi sono sempre di più le imprese che considerano di affiancare alle proprie risorse un team esterno per implementare nuove e vincenti strategie digital.In questo articolo vi spieghiamo i benefici del marketing in outsourcing, e come fare per evitare rischi e massimizzare il ritorno sull’investimento. Leadership nel marketing e sales: dall’innovazione all’esecuzione Sono diversi i motivi per cui le imprese si affidano a servizi di marketing e sales in outsourcing. Le piccole e medie imprese, ragionevolmente, spesso non dispongono dei fondi per mantenere un team marketing completo, formato da diverse professionalità (advertising, content, lead generation, sales digitale) che comunque non userebbero completamente.  Altre volte, è più una questione di conoscenze e skills. Se la preparazione è tutto, è bene chiedersi se il proprio staff ha le idee sufficientemente chiare ma soprattutto gli strumenti per approcciare il potenziale cliente e avviare una conversazione proficua.  Facciamo l’esempio delle call di vendita. Collaborare con professionisti che parlano ogni giorno con nuovi contatti e vecchie conoscenze è l’opzione migliore, poiché si tratta di professionisti preparati che sanno come affrontare al meglio l’interlocutore, quali punti toccare durante la conversazione e quali leve usare per entrare in sintonia con esso. Il profilo del commerciale moderno, in outsourcing, è quello più idoneo all’attività di interlocuzione, mentre il team interno si focalizza sul passaparola e sull’upsell a contatti già individuati e che richiedono comunque grande attenzione. In questo si è molto aiutati da strumenti di supporto come i CRM e i tracker, che garantiscono integrità dei dati ed evitano duplicazioni ed eccessi – o mancanza – di comunicazione con i lead e i prospect. Non basta avere più lead, occorre gestirli tempestivamente Il digital marketing è il metodo di promozione più efficace quando si parla di marketing B2B. Essere presenti online con un sito lineare, un blog aggiornato, eseguendo pubblicità su piattaforme come LinkedIn e Google, rappresenta ad oggi la migliore opportunità per le aziende che vogliono espandersi e accrescere il proprio prestigio. Le aziende che vogliono fare il passo in avanti hanno bisogno di abbracciare queste pratiche, affiancandole a metodi più classici come la partecipazione a eventi e fiere e iniziative di networking sul territorio. Il mercato è più grande di quanto immaginiamo! Ultimamente, anche le aziende che già hanno un team marketing all’interno dell’azienda, preferiscono esternalizzare una parte (o l’integrità) delle proprie attività operative marketing e sales. Queste aziende infatti hanno scoperto che è possibile una stimolante convivenza e una produttiva collaborazione tra professionisti in outsourcing e il proprio Responsabile Marketing aziendale. Quest’ultimo può affiancarsi alla rete esterna di professionisti, veri e propri partner con cui condividere i valori e gli obiettivi aziendali, guidandoli nelle prime fasi di adattamento e di conoscenza dei valori aziendali e servizi offerti, e traendone consigli e best-practice che aumentano le conoscenze e che possono tornare utili in futuro. In conclusione, il tema non è la sostituzione, e in molti casi neppure l’aggiunta di figure o persone. Si tratta di creare valore nel mercato in tempi certi e a costi certi, valorizzando il patrimonio aziendale esistente usando ricette e pratiche nuove. Valuelead collabora da anni con team interni mantenendo armonia e un giusto grado di scambio professionale, valorizzando i talenti dei clienti e facendoli in qualche caso crescere in modo significativo.  Un’opportunità da non perdere e che è solo a un clic di distanza: contattate il nostro reparto sales & marketing per maggiori informazioni e parlare con il nostro CEO.

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Pubblicità B2B: dal webinar alla realtà delle aziende, i consigli

Pubblicità B2B: dal webinar alla realtà delle aziende, i consigli

Se il successo di un business sta nella capacità di promuoversi, è indispensabile per le aziende moderne del B2B fare advertising su LinkedIn.Con il webinar del 28 Giugno 2023, “LinkedIn Advertising: i numeri del successo” presentato da Giorgia Molocchi e Paolo Tacconi di Valuelead, è stato possibile mostrarvi caratteristiche e considerazioni fondamentali sul mondo dell’advertising.Nell’articolo di oggi riprendiamo i temi trattati nel webinar da dove l’abbiamo lasciato, ossia dai risultati del vostro sondaggio live. Gestione del tempo di chiusura dell’acquisto, target audience su LinkedIn, contenuti visivi per l’adv, KPI. Sono solo alcune degli argomenti trattati nel webinar di Valuelead “LinkedIn Advertising: i numeri del successo” la scorsa settimana. I temi che il pubblico, attraverso voto da remoto, ha dichiarato, più “caldi” sono stati “i lead non rispondono al contatto”, “Linkedin è troppo caro”, “Non genero abbastanza lead con le campagne”. A seguire, vi offriamo dei suggerimenti per affrontare questi ostacoli. Per aumentare le probabilità che i lead rispondano al contatto, è importante adottare un approccio strategico e personalizzato. Abbiamo dedicato un intero articolo a riguardo, Lead Nurturing: come farlo con l’e-mail marketing.Un altro importante consiglio è quello di considerare i sentimenti che il lead prova. La paura e la invidia sono i sentimenti più forti che gli umani provano, e nella comunicazione con un lead è fondamentale non infondere paura nel lead, non farlo sentire in difetto o non preparato sull’argomento. Per quanto riguarda il costo di fare adv su LinkedIn, l’imperativo è quello di ottimizzare il più possibile e far valere i soldi spesi in adv. Prima della campagna, va studiata bene la Buyer Persona, ossia il profilo ideale a cui deve arrivare il messaggio, ma anche il contenuto. LinkedIn, al di là del costo, rappresenta un investimento spesso vincente per le aziende. Il nostro ebook gratuito parla proprio di adv pensato attorno alla Buyer Persona C’è poi una soluzione che va in parallelo con LinkedIn, che è l’advertising con Google. Anche su questo puoi trovare un articolo dedicato scritto da Valuelead. Infine, per quanto possa essere difficile generare i lead, ci sono molte attività che messe insieme generano lead. La soluzione sta nel perfetto mix di e-mail marketing, digital advertising, software di lead tracking, analisi dei dati e contenuti. Vi rimandiamo ai nostri articoli: perchè avere un approccio Audience-Centred ai contenuti aiuta. Un altro webinar è andato, ma Valuelead pensa già al prossimo. Tra i possibili temi, che anche il pubblico ha suggerito, abbiamo “Casi reali di campagne LinkedIn con relativo ROI”, “Digital export”, “Newslettering efficaci”. Giorgia e il suo team condivideranno l’evento su LinkedIn (non a caso!). Avrete presto aggiornamenti! Se hai letto l’articolo e vorresti saperne di più su quello che facciamo, a questo link puoi richiedere un momento gratuito per parlarne.

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Il potere dei webinar nel B2B

Il potere dei webinar nel B2B

Nei precedenti articoli, abbiamo elencato molti strumenti utili per le attività di marketing e sales di un’azienda B2B. Un blog sempre aggiornato sul proprio sito, un e-mail marketing dai contenuti rilevanti, un CRM completo e in target, una Buyer Persona dettagliata che ci accompagna in tutte le mansioni, sono solo alcune delle strade che è possibile intraprendere per realizzare attività di marketing e sales vincenti. Nell’articolo di oggi, vediamo un nuovo modo per far fare un salto di qualità alle attività promozionali dell’azienda, ossia i webinar. Catturare l’attenzione dei propri prospect con i webinar Il mercato B2B richede approcci innovativi per catturare l’attenzione dei potenziali clienti e per favorirne le conversioni. Così, i webinar sono diventati uno strumento potente che non solo consentono alle aziende di mostrare le proprie competenze, ma anche di coinvolgere un pubblico specifico a un livello più personale. Coniugando formazione, intrattenimento e lead generation, i webinar sono diventati una componente essenziale delle strategie di marketing B2B di successo. Abbiamo sempre sottolineato nei nostri articoli l’importanza di fornire informazioni rilevanti e corrette in ciascuno dei canali comunicativi dell’azienda (vedi Confessioni di un venditore: intervista a Giorgia di Valuelead). Attraverso il webinar, grazie alla condivisione di preziosi dati, competenze e delle ultime tendenze, è possibile imporsi come leader nel proprio settore di riferimento, stabilendo così credibilità con il pubblico in target. Questo, a sua volta, rafforza la reputazione del marchio e facilita le relazioni commerciali a lungo termine. I webinar sono efficaci strumenti di lead generation, in quanto i partecipanti realmente interessati all’argomento presentato, forniscono personalmente le loro informazioni di contatto, consentendo alle aziende di arricchire il proprio CRM. Secondo GoToWebinar, il 73% dei responsabili sales e marketing B2B afferma che i webinar sono il modo migliore per generare lead di qualità. E non vanno poi scordati i follow-up successivi al webinar, come le e-mail personalizzate e le offerte mirate, che consentono alle aziende di continuare la conversazione e aumentare le probabilità di vendita. Come realizzare un webinar di successo Se già sei convinto a usare i webinar per vendere e promuovere, ti chiederai quali sono i requisiti per condurre un webinar di successo. Prima di tutto, un CRM aggiornato di contatti in target a cui mandare l’invito è una base fondamentale per iniziare. Così, a partecipare saranno aziende realmente interessate al servizio o prodotto offerto, che a loro volta possono invitare altre aziende in target.  Poi è fondamentale una strategia promozionale completa per attirare i partecipanti al vostro webinar. Attraverso l’e-mail marketing, il sito web aziendale e altri canali è possibile creare consapevolezza e aumentare le registrazioni. Il setup tecnico è forse l’aspetto più sottovalutato tra tutti. Si tratta, per esempio, di avere una connessione internet stabile, un computer con un sistema operativo aggiornato, un microfono e una webcam di qualità e qualsiasi software o plugin necessario richiesto dalla piattaforma webinar. La buona riuscita del webinar dipende soprattutto da questo aspetto.Infine, ultimo ma non per importanza, sono necessari contenuti coinvolgenti e di valore per il pubblico. È possibile utilizzare un mix di presentazioni informative, case studies, dimostrazioni dal vivo ed elementi interattivi per mantenere i partecipanti coinvolti per tutta la durata del webinar. Combinando formazione, coinvolgimento e generazione di lead, i webinar sono diventati un potente strumento per la vendita di prodotti e servizi, e per stabilire un’alta credibilità del marchio. Incorporare i webinar nella vostra strategia di marketing B2B può fornire un vantaggio competitivo, spingendo la vostra azienda verso nuovi traguardi nel mercato digitale. Hai letto l’articolo e vorresti approfondire l’argomento? prenota qui una call gratuita e senza impegno

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Digital Marketing B2B: tutti i segreti in un ebook

Digital Marketing B2B: tutti i segreti in un ebook

Col passare del tempo, anche il mercato B2B matura e si arricchisce di dinamiche sempre diverse. Clienti che cambiano, nuovi canali da scoprire, tecniche promozionali più sofisticate, vecchie esigenze soppiantate da nuove, e l’eterna sfida delle aziende per distinguersi in un mercato sempre più competitivo.È tenendo a mente queste considerazioni, che noi di Valuelead abbiamo deciso di offrire un ebook che rispondesse alle curiosità e ai dubbi sul futuro che verrà. Per questo da oggi è disponibile il nostro nuovo ebook scaricabile, in cui vi sveliamo i segreti, imparati negli anni di lavoro sul campo dai nostri esperti, per un digital marketing B2B da manuale. Unitevi a noi in un viaggio per trasformare i vostri sforzi di marketing B2B e preparare la vostra attività a conquistare nuovi traguardi. I macro-argomenti trattati nel nostro ebook saranno i seguenti. Buyer Persona Non ci stancheremo mai di sottolineare l’importanza che ha la Buyer Persona per un’azienda B2B. Grazie ad essa imparerai tutto riguardo al decisore delle aziende in target, a partire dai desideri e dalle debolezze. Scoprirai qual è la migliore comunicazione per lui, e capirai come gli acquirenti articolano la decisione d’acquisto in quel specifico mercato, connettendoti meglio col tuo potenziale cliente. Advertising e Buyer Persona Una volta definita la Buyer Persona, è il momento di applicarla al digital advertising. Questo consente di adattare i messaggi pubblicitari alle esigenze e agli interessi specifici dei clienti ideali, risparmiando risorse. Il nostro focus sarà sulla piattaforma nota per il digital adv B2B, ovvero Linkedin.Inoltre, saranno presenti interessanti domande a cui risponderà il nostro team che cura l’adv di Valuelead. Case studies: campagne adv a confronto Infine metteremo a confronto le campagna advertising di due aziende diverse tra loro, per dare un’idea degli scenari che si possono presentare nella pratica. In particolare, analizzeremo i fattori che hanno contribuito al successo di una campagna, e alla cattiva riuscita dell’altra. Il nostro ebook appena pubblicato è una risorsa pensata per fornire ai marketer B2B delle conoscenze e degli strumenti necessari per affermarsi nell’ambiente competitivo che oggi rappresenta il mercato. È solo comprendendo il panorama B2B, creando una strategia di marketing efficace, sfruttando i canali digitali, creando fiducia e misurando il successo, che sarà possibile rivoluzionare il proprio approccio al marketing e favorire una crescita duratura. Libera il pieno potenziale della tua azienda, scarica oggi stesso il nostro ebook e intraprendi con noi questo viaggio all’insegna del digital marketing B2B!

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Le best practice per un Marketing Manager B2B

Le best practice per un Marketing Manager B2B

Essere un Marketing Manager B2B ai primi mesi d’esperienza può essere un’avventura impegnativa, in quanto si affrontano nuove sfide e si punta ad avere un impatto positivo sull’azienda. Dalla nostra esperienza maturata in Valuelead abbiamo imparato a riconoscere alcune regole da tenere a mente quando si investe la carica di Marketing Manager. Ecco alcune best practice di ciò che si dovrebbe fare o evitare in veste di Marketing Manager. Partendo da ciò che è bene fare, ci sono tante cose da tenere a mente per iniziare il tuo percorso in una nuova azienda.Uno degli esercizi più importanti è conoscere e familiarizzare con il team e la direzione. La costruzione di relazioni solide con i colleghi e con gli altri stakeholder chiave dell’organizzazione consiste nel prendersi il tempo necessario per capire le loro prospettive, i loro obiettivi e le loro sfide, in modo da poter collaborare efficacemente e creare fiducia. Un’altra best practice da seguire prevede lo sviluppo di una profonda comprensione del pubblico di riferimento. In qualità di Marketing Manager, è fondamentale avere una chiara conoscenza della target audience per poter sviluppare strategie di marketing efficaci. Ciò include la comprensione dei loro punti dolenti, delle loro preferenze e dei loro comportamenti d’acquisto. Per approfondire questo punto, puoi leggere il nostro articolo su come creare una strategia audience-centred per i contenuti. Infine, l’ultima best practice che consigliamo è rimanere aggiornati sulle tendenze e i segreti del settore. Il mondo del marketing B2B è in continua evoluzione, quindi è importante tenersi informati sulle ultime tendenze, tecnologie e strategie. Per farlo, è possibile partecipare a conferenze ed eventi di settore, leggere le testate e i blog, seguire sui social media gli influencer, entrare a far parte di associazioni e gruppi di settore, e infine condurre ricerche e analisi per conto proprio. Questo aiuterà a rimanere aggiornati, competitivi e a garantire l’efficacia delle strategie di marketing in atto. Insieme alle mosse che possono aiutare nel primo periodo nella nuova azienda, elenchiamo ora alcune azioni che andrebbero evitate. La prima di queste è il concentrarsi solo sui risultati a breve termine. Sebbene sia importante dimostrare risultati già dopo poco tempo, è bene non perdere di vista gli obiettivi a lungo termine dell’organizzazione. Concentrarsi sullo sviluppo di strategie che favoriscano una crescita e un successo sostenibili nel lungo periodo di tempo è ciò a cui un marketing manager dovrebbe puntare. Un’altra cosa da non fare nel tuo primo periodo in una nuova azienda è trascurare dati e analisi. Essi sono essenziali per comprendere l’efficacia delle strategie di marketing in corso e prendere decisioni basate sui numeri. È bene assicurarsi di avere gli strumenti e le competenze necessarie per raccogliere e analizzare i dati in modo efficace. L’ultimo suggerimento che diamo è non affrettare i cambiamenti. Sebbene la voglia di lasciare il segno nell’organizzazione sia tanta, è importante prendersi il tempo necessario per comprendere la cultura, i sistemi e i processi aziendali prima di apportare cambiamenti importanti. Un intervento affrettato senza una piena comprensione dell’organizzazione può portare a conseguenze indesiderate, fino a danneggiare la propria credibilità. Essere un Marketing Manager B2B nei suoi primi mesi di lavoro può essere impegnativo, ma costruendo relazioni solide, sviluppando una profonda comprensione del pubblico di riferimento, rimanendo informati sulle tendenze del settore e concentrandosi su una crescita sostenibile, si può avere un impatto positivo sull’organizzazione.  E comunque, il consiglio migliore che possiamo dare oltre a quelli elencati sopra, è godersi a pieno il primo periodo in una nuova azienda. Iniziare un nuovo lavoro non significa solo sfoggiare le proprie capacità e mettersi in risalto, ma bensì coincide con una nuova avventura, in cui ci sono tanti insegnamenti nuovi da imparare e da acquisire, nuove conoscenze umane da fare e tanti successi personali da ottenere. Hai letto l’articolo e vorresti approfondire l’argomento?

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Gli strumenti del Social Selling e la Lead Generation

Gli strumenti del Social Selling e la Lead Generation

Per dare seguito al webinar organizzato da Valuelead sulla Lead Generation e Social Selling, andiamo oggi a riprendere alcuni aspetti sul digital advertising, tra cui curiosità e informazioni utili; passeremo poi in rassegna alcuni nuovissimi strumenti efficaci per le vostre attività di digital marketing e sales B2B, per poi parlare dell’importanza della coerenza nelle comunicazioni; e infine un oggetto misterioso, che forse dovreste prendere in seria considerazione: i webinar. Nel webinar sulla Lead Generation B2B che si è tenuto lo scorso 20 Aprile, abbiamo mostrato strategie e strumenti utili per la generazione di lead, le diverse tecniche di “nurturing” e l’importanza di un follow-up mirato e personalizzato, molto apprezzato dal pubblico B2B.  Al termine dell’incontro sono emersi diversi quesiti, in particolare sul digital advertising e sulla coerenza nelle comunicazioni. Parlando del digital advertising B2B su LinkedIn come metodo efficace per raggiungere decision maker e professionisti qualificati, molte sono state le domande riguardanti il tema. La prima cosa da sapere è che LinkedIn aiuta a selezionare in modo mirato il pubblico in target con il tuo prodotto o servizio, grazie alle opzioni di targeting che includono le caratteristiche di base come posizione, set di competenze e titolo di lavoro, ma anche la dimensione dell’azienda, il settore e altri fattori. Il costo degli annunci su LinkedIn può essere maggiore rispetto ad altre piattaforme pubblicitarie, ma il pubblico di LinkedIn è altamente qualificato, rendendo questo un valido investimento. Infine, una curiosità interessante è che sulla piattaforma, i migliori giorni per la pubblicità B2B sono martedì, mercoledì e giovedì, quando c’è maggiore attività e coinvolgimento degli utenti rispetto al resto della settimana. Nel webinar è emerso un altro aspetto molto importante su cui non insisteremo mai abbastanza, ossia la comunicazione aziendale.  Un’azienda B2B può trarre numerosi vantaggi da una comunicazione coerente tra i vari canali. Innanzitutto, una buona coerenza garantisce l’omogeneità del messaggio inviato, aumentando la sua efficacia e la possibilità di raggiungere il target di riferimento. Conseguentemente, riduce il rischio di confusione nel cliente durante il processo d’acquisto, aumentando la probabilità di conversione. Infine, una comunicazione coerente tra i vari canali è fondamentale per le aziende B2B che utilizzano il social selling, in quanto consente loro di raggiungere il proprio pubblico in modo efficace e focalizzato. Lo sviluppo di contenuti coerenti e rilevanti attraverso i social media, il sito web e altre piattaforme online aiuterà l’azienda a costruire un brand solido e credibile. Ci sono poi nuovissimi tool spopolati nel 2023, utili nelle attività di digital marketing e sales B2B e che si aggiungono a quelli che già vi abbiamo segnalato nei nostri precedenti articoli.Per le attività di validazione e arricchimento dei dati già in possesso dell’azienda, troviamo i software “Clay.run” e “Datagma”. Per l’arricchimento del database dei lead, troviamo il noto “LinkedIn Sales Navigator”, insieme a “Crunchbase” e “Store Leads”. Per il tracciamento delle performance sales, troviamo il software “Lemlist”.Ultimi ma non per importanza, per le attività che richiedono automazione possiamo fare affidamento agli smart software di “n8n.io” e di “Make.com”; e per i cosiddetti intent signals, ossia gli indicatori che rivelano l’interesse di un prospect, sempre più importanti negli ultimi tempi, troviamo i software di “Lonescale” e “Taplio”.Infine, concludiamo questo articolo soffermandoci su uno strumento di promozione che troppo spesso viene sottovalutato, ossia i webinar.I webinar sono un ottimo modo per le aziende B2B per avviare le loro attività di social selling, promuovendo prodotti e servizi con un pubblico altamente mirato e interessato. Infatti, i webinar consentono alle aziende B2B di interagire direttamente con i potenziali clienti, rispondere alle loro domande e fornire ulteriori informazioni sui prodotti o servizi, solidificando così il rapporto commerciale. Inoltre, offrono una grande opportunità per dimostrare la leadership dell’impresa nel mercato, fornendo valore aggiunto ai potenziali clienti. Sono tanti i metodi per fare lead generation, ma l’importante è scegliere quelli che più si adattano al vostro tipo d’impresa, e realizzarli a regola d’arte.Dopo il grande successo del webinar di aprile, Valuelead ne organizzerà un altro nel mese di giugno, tenuto da Giorgia Molocchi, sales and marketing di Valuelead.Resta aggiornato e non perdere i prossimi incontri!  Hai letto l’articolo e vorresti approfondire l’argomento?

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Social Selling o Lead Generation?

Social Selling o Lead Generation?

Per un business, la gestione di lead e potenziali clienti appena generati rappresenta un fattore importante per la vita dell’impresa. Tuttavia, non sempre si sa come approcciare un lead, e spesso si finisce per perderseli. In media, ben il 71% dei lead generati non viene contattato (IntoTheMinds, 2023). Quindi, dopo aver eseguito le attività di marketing come advertising, creazione di contenuti per il blog, e l’email marketing oltre al resto, cosa fare una volta ricevuti i nuovi lead generati da queste attività? Come evitare la cosiddetta “Caduta dei lead”? Nell’articolo di oggi analizziamo due modi in cui potete procedere alla gestione dei lead, il Social Selling e la classica strategia di lead nurturing. Se sei un addetto al marketing o alle vendite B2B, il fenomeno della “caduta dei lead” rappresenta sicuramente una delle maggiori sfide da affrontare. Questo fenomeno si verifica quando un potenziale cliente esprime interesse per un prodotto o un servizio, ma finisce per non diventare cliente, per diversi motivi.  Si stima che il tempo massimo per fare follow-up a un lead sia 48 ore. Quindi, cosa può fare un commerciale una volta ottenuti i lead? Le alternative principali sono due: provare con il social selling come fatto nelle attività di lead generation, oppure utilizzare le più avanzate tecniche di lead nurturing. Fare social selling B2B significa utilizzare i social media per generare lead e arricchire il sales funnel, e un ottimo modo per farlo può essere la comunicazione in outbound (“in uscita”) su LinkedIn, dove l’81% degli utenti è iscritto per motivi commerciali (Linkedin, 2022).  Tra i benefici, notiamo che può funzionare sia come strategia a breve che a lungo termine, con il rischio di pregiudicare il brand molto vicino allo zero, e funziona benissimo usando i contenuti. Invece, tra gli svantaggi, vediamo che si ha un numero limitato di contatti al giorno, richiede più tempo per organizzare le chiamate sales, e non tutti i gruppi demografici hanno profili attivi su LinkedIn. Il lead nurturing invece è quell’attività che prevede comunicazioni di follow-up specifiche per il cliente, siano esse e-mail o chiamate. Secondo Forrester Research, le aziende che spiccano nel lead nurturing generano il 50% in più di lead di vendita con un costo per lead inferiore del 33%. Tra gli altri benefici, notiamo che, prendendo d’esempio le e-mail, esse sono generalmente più dirette, si può lavorare su volumi maggiori, è meno time-consuming, ed è una valida strategia per monitorare dati demografici sul target. Inoltre, con l’avvento dell’intelligenza artificiale, si possono utilizzare strumenti di AI, come copy.ai che può generare testi su misura per uno specifico cliente.Va tenuto a mente che questo tipo di comunicazione prevede necessariamente, anche se fatto in modo rispettoso, offrire un appuntamento a un meeting non esplicitamente richiesto. Ultimo ma non per importanza, per gestire i propri contatti commerciali, è importante tener traccia di tutte le tappe che si affrontano con un lead. Una volta che si ha a disposizione un lead, è bene inserirlo subito all’interno del CRM, in modo da avere sempre a portata di mano le sue informazioni principali. Successivamente, ogni volta che si comunica con il lead, è necessario registrare tutte le tappe commerciali affrontate, annotando i dati principali, i feedback ricevuti e le soluzioni trovate. In questo modo, si potrà avere un quadro completo di tutti i contatti avuti con quel lead e si potranno elaborare strategie sempre più efficaci per la sua fidelizzazione e quella dei lead a venire. Perciò, è anche importante utilizzare i dati acquisiti per le prossime occasioni, rielaborando le informazioni già disponibili per creare proposte commerciali sempre più adatte alle esigenze del lead. Così, sarà possibile monitorare l’andamento di ogni singolo cliente e prevedere le sue esigenze future, facilitando così il lavoro del team commerciale. Vi ricordiamo che Giorgia Molocchi sarà presente al webinar del giorno 20 Aprile 2023 dalle ore 16.30, dove parlerà di social selling e lead generation: per partecipare iscriviti gratuitamente scrivendo a: gmolocchi@valuelead.com Giorgia è laureata in Innovation & Marketing all’Università Ca’ Foscari di Venezia, lavora per Valuelead da 3 anni, e porta con sè un’esperienza in ambito commerciale che inizia già dai tempi del liceo, partendo dal vendere gli spazi pubblicitari del giornalino scolastico. Hai letto l’articolo e vorresti approfondire l’argomento?

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Lead Nurturing: come farlo con l’e-mail marketing

Lead Nurturing: come farlo con l’e-mail marketing

Il lead nurturing, letteralmente “nutrire il lead”, è il processo di creazione di relazioni tra il brand e un potenziale cliente. Ci sono molti modi per farlo, e se eseguite a dovere, tutte le campagne di lead nurturing portano risultati molto positivi per le aziende. In questo articolo, andiamo a vedere le best practice per un efficace lead nurturing, con un focus sull’email marketing e su come ci può aiutare in questa importante attività. Non sottovalutare le e-mail L’e-mail marketing è ancora uno dei modi più efficaci per fare lead nurturing, grazie alla capacità di coinvolgimento dei potenziali clienti. Le e-mail, infatti, permettono di comunicare in modo personalizzato, inviando contenuti rilevanti e mirati, creando così fiducia e interesse verso il marchio e stabilendo un vero rapporto con i prospect, mantenendoli impegnati e interessati.  Inoltre, le e-mail forniscono dati e informazioni preziose, come i tassi di apertura e di clic, che possono aiutare sia a misurare l’efficacia della lead nurturing, sia a prendere decisioni coerenti basate sui dati, con l’obiettivo di ottimizzare sempre più la strategia. L’importanza del tempismo Un altro fattore decisivo quando si fa lead nurturing, oltre al contenuto e la qualità dell’email marketing, è sicuramente il tempismo di quando essa viene eseguita. Per raggiungere i lead quando sono più ricettivi al vostro messaggio è necessario comprendere il loro percorso di acquisto e inviare messaggi mirati che rispondano ai loro specifici punti di debolezza e alle loro esigenze. Anche la tempistica degli sforzi di lead nurturing può influire sull’efficacia delle campagne. Ad esempio, non si deve mai aspettare troppo per rispondere a un lead, perché aumenta la probabilità che passi a un’altra soluzione concorrente e che il messaggio mandato non sia più pertinente o tempestivo. D’altra parte, se si contatta il lead troppo presto o troppo aggressivamente, si rischia di infastidire, danneggiando così il rapporto che si cerca di costruire attraverso la lead nurturing. Il tocco umano Sebbene la tecnologia e l’automazione abbiano reso più facile raggiungere i lead, è il tocco personale che può fare la differenza nel costruire relazioni significative. Prendendo il tempo di entrare in contatto con i potenziali clienti a livello umano, si dimostra di apprezzare il loro tempo e di impegnarsi a fornire la migliore esperienza possibile. Ciò può avvenire contattandoli con un messaggio personalizzato, affrontando i loro problemi specifici e mostrando un interesse genuino per le loro esigenze.Questo può anche aiutare a differenziarsi dai concorrenti che si affidano esclusivamente a messaggi automatici.  La consistenza è chiave Infine, l’ultimo aspetto cruciale dell’e-mail marketing per la lead nurturing è la consistenza, soprattutto nello sperimentare contenuti, subject e la forma sempre nuovi. Sperimentare diversi tipi di contenuti può aiutare a trovare il modo più efficace per coinvolgere i potenziali clienti, adattandoli ai loro interessi e alle loro esigenze specifiche. Allo stesso modo, testare diverse righe di oggetto e formati di e-mail può aiutare ad aumentare i tassi di apertura e di clic. Analizzando successivamente i dati, sarà poi fondamentale identificare quali sono gli oggetti e i formati che interessano al vostro pubblico, adattando di conseguenza l’approccio in futuro. Quindi, sfruttando la consistenza avuta nel tempo, sarà possibile e fondamentale effettuare varie misurazioni dei propri kpi, e solo testando e perfezionando continuamente il vostro approccio si potrà identificare ciò che ha maggiore trazione sul pubblico in target che si vuole raggiungere. Una buona lead nurturing passa necessariamente dalla consapevolezza che ci sono delle regole d’oro e dalla loro corretta esecuzione. Fornendo con consistenza informazioni preziose e contenuti coinvolgenti ai potenziali clienti, con il giusto tempismo e includendo una componente umana, è possibile costruire relazioni significative e aumentare le possibilità di completare l’attività più complessa per le aziende, ossia convertire i lead in clienti.Hai letto l’articolo e vorresti approfondire l’argomento? Prenota qui una call gratuita e senza impegno!

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Tempo d’affari: come costruire un calendario di sales & marketing efficace

Tempo d’affari: come costruire un calendario di sales & marketing efficace

Tendenze recenti indicano che la stagionalità delle vendite nelle aziende B2B sta cambiando. E così, anche molti miti vengono sfatati, come per esempio i prospect che non consumano contenuti durante i weekend, oppure l’idea che il ritmo del business resta lo stesso negli anni.Il mercato B2B spesso prevede decisioni di acquisto prolungate ed è perciò importante che la tua azienda si preoccupi dei tempi, per poter così entrare nel radar del cliente nel momento in cui è più predisposto. Prima di tutto, va considerato che la stagionalità è un fattore essenziale nelle vendite B2B. Le vendite e gli acquisti sono dettati e determinati dalle persone, le quali durante il corso dell’anno hanno momenti in cui sono lontani dal lavoro per via di vacanze o festività. È giusto rispettare le tempistiche “umane” dei propri prospect, ma bisogna anche sfruttare a proprio favore la presenza massiva di smartphone e social media nella vita quotidiana di ognuno.Parlando con i clienti si riscontrano picchi nelle vendite nei primi mesi, dovuto all’inizio del nuovo anno e dal fermento per gli investimenti, per poi registrare uno scaricamento nel periodo estivo e una spinta finale al termine dell’anno. Ma come anticipato prima, non è detto che il periodo estivo sia sempre “sgonfio”. Nel 2022 abbiamo riscontrato un picco di prenotazioni di meeting conoscitivi proprio dalla seconda metà di agosto. Abbiamo così constatato che i prospect hanno bisogno in quel periodo di informarsi, posponendo la fase decisionale per prendersi il giusto tempo e partire eventualmente con l’attività di content digitale e lead generation nel momento più propizio per il proprio business. Importanti da seguire per il proprio business sono i termini di chiusura dei contratti. Prendendo come esempio sempre Valuelead, i deal hanno tempi di contrattazione relativamente lunghi, ma che per il B2B sono abbastanza tipici. In media, un accordo può essere raggiunto dopo un periodo di contrattazione che va dai 3 ai 6 mesi. Un altro aspetto cruciale delle vendite è la capacità di tenere “caldi” i propri prospect che altrimenti andrebbero persi. Per farlo, le tre attività fondamentali da eseguire e perfezionare costantemente sono la “lead nurturing”, la propria strategia di comunicazione e il focus su contenuti continuativi e ben distribuiti durante l’anno. I migliori periodi in cui è consigliato svolgere con intensità queste operazioni vanno, sempre secondo il confronto con i nostri clienti da giugno a fine agosto, e da novembre fino a gennaio, proprio per riuscire a raggiungere le buyer persona nei momenti in cui hanno meno impegni.  Infine, è importante sottolineare che ci sono specifici periodi dell’anno in cui è meglio puntare direttamente sulle vendite. In particolare, i mesi più caldi, da gennaio a marzo e da settembre a novembre, rappresentano un’ottima opportunità per spingere sul sales diretto. Durante questi mesi, i clienti sono spesso più propensi ad acquistare, magari alla ricerca di prodotti o servizi che possano migliorare l’andamento del loro business durante i mesi invernali o estivi. Inoltre, il periodo che va da settembre a novembre coincide spesso con il momento in cui le aziende stanno pianificando il budget per l’anno successivo, rendendo questa finestra di tempo particolarmente importante per le vendite. I programmi di marketing e sales di Valuelead sono altamente personalizzati e si adattano perfettamente alla stagionalità di ogni azienda, permettendo e aiutando le imprese a costruire un calendario di attività efficace e mirato, in grado di sfruttare al meglio le opportunità offerte dal mercato in ogni momento dell’anno, e che vada a braccetto con i tempi del tuo target. La stagionalità delle vendite è un fattore importante che vale la pena studiare e preparare per migliorare il proprio business. Così facendo, imparerai la crucialità di mantenere sempre il servizio attivo e di anticipare le azioni. Non pensare che il periodo di vacanze della tua azienda coincida con quello dei tuoi clienti, perché può verificarsi che i prospect cerchino un prodotto o un servizio come il tuo proprio nel momento di tua assenza. In questo caso, le soluzioni migliori sono l’automazione e l’outsourcing per coprire i momenti di picco, e non per sostituire personale.Valuelead mette a disposizione un team di persone disponibili 24/7, 365 giorni all’anno. Se vuoi approfondire e fare una chiacchierata per organizzare le vendite della tua azienda in base alla stagionalità, prenota una call gratuita con noi!

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Come usare ChatGPT per il tuo marketing B2B

Come usare ChatGPT per il tuo marketing B2B

Nell’articolo ChatGPT amico o nemico dei Sales abbiamo provato a immaginare come ChatGPT potesse aiutare i sales nel loro lavoro di tutti i giorni. Oggi passeremo in rassegna diversi articoli, per studiare  stavolta come ChatGPT e le AI generative in generale possono tornare utili per le strategie di marketing aziendali. Secondo McKinsey, le aziende di oggi mancano spesso di corrette analisi avanzate dei dati sulle performance marketing, motivato sia dalla mancanza di formazione in materia, sia dalla tendenza umana di studiare solo le informazioni che più convengono. L’entrata in scena di intelligenze artificiali come ChatGPT, secondo Forbes, porterà ad un cambiamento nella valutazione e nella serietà con cui verranno esaminati i dati, rivoluzionando conseguentemente i processi decisionali delle imprese. Sono già al lavoro grandi aziende tech per sviluppare software simil-ChatGPT, in grado di rispondere a domande sulle performance basandosi su elementi del CRM e le altre piattaforme utilizzate dal marketing, e anche in grado di “generare lead” e “chiudere deal”.  Non poteva mancare poi la checklist dei migliori modi per sfruttare nella pratica ChatGPT per il tuo marketing. Gli 11 metodi elencati nell’articolo pubblicato dalla rivista Entrepreneur includono l’uso di ChatGPT per una buona SEO, per la creazione di contenuti, per le ricerche di mercato, il training del personale e la lead generation. La rivista digitale MarTech Series offre un interessante confronto tra pro e contro dell’utilizzo di ChatGPT. L’opinione che dà sull’AI applicato al marketing è molto prudente, spiegando che è sottile la linea tra un uso improprio di ChatGPT, che porterebbe il marketer a perdere di efficacia, e un uso invece corretto del software, che farebbe di un buon creatore di contenuti in un super editor. Anche HubSpot, il principale software CRM utilizzato nelle aziende, ha parlato di intelligenze artificiali. Nell’articolo, vengono in particolare evidenziate le differenze tra le AI generative di pubblico accesso più famose, ossia ChatGPT, Bing Chatbot e Google Bard. Elencando i pro e contro delle diverse AI che un marketer deve conoscere, l’articolo contiene un link per scaricare gratuitamente una guida per sfruttare le AI generative precedentemente elencate per la creazione di contenuti. ChatGPT e le varie intelligenze artificiali che usciranno, alcune annunciate e altre non ancora rivelate, cambieranno inevitabilmente il modo di lavorare di imprese e dei propri team interni.Come ogni altra tecnologia innovativa, è bene non ignorare l’esistenza di tali strumenti se non si vuole rimanere un passo indietro rispetto alla concorrenza. Hai letto l’articolo e vorresti approfondire l’argomento? Prenota qui una call gratuita e senza impegno!

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